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Assaggi
di fotografia di architettura 15
MAGGIO
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#001
LETTURA PORTFOLIO Casa
Africa, una prigione senza sbarre. Dalla metà del novembre 2007 un centinaio rifugiati politici provenienti dal corno d’Africa occupano un’ex caserma dei vigili urbani nella periferia di Torino. Nell’ottobre 2008 l’esperienza si ripete. Circa ottanta rifugiati politici provenienti da Sudan, Somalia, Eritrea ed Etiopia, occupano sempre nella città di Torino, una clinica privata abbandonata (Casa di cura San Paolo) chiusa agli inizi del 2000 per bancarotta fraudolenta. Essi rivendicano casa, lavoro e residenza, in quanto la mancanza di questi tre elementi fondamentali, li costringe a vivere ai margini della società, in una prigione senza sbarre che non possono lasciare per la disperazione dovuta alla loro condizione. La nostra società fa fatica a vedere la loro umanità, a comprendere che ciascuno di loro rappresenta una storia, un percorso. Essa vede piuttosto una massa senza forme di corpi tutti uguali e anonimi. Ho vissuto in entrambe le case occupate per alcuni mesi, cercando di instaurare un legame con gli abitanti che mi permettesse di andare oltre quel velo di anonimato che li rende tutti uguali ai nostri occhi. Essere confidente ma invisibile, è stato ciò che ho perseguito, per toccare con mano la loro realtà, per non appiattire il loro sguardo su una presenza estranea e distante. Ho voluto dare un taglio da “album di famiglia” a questi frammenti di un racconto privato, di una storia tra me e loro, allontanandomi dalla mera cronaca fotogiornalistica. L’undici settembre 2009 gli abitanti della clinica abbandonata sono stati sgomberati dallo stabile, mentre l’occupazione dell’ex caserma dei vigili urbani prosegue ancora.
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